scheda produzione
Lo spettacolo racconta di due danzatori in attesa per partecipare a un'audizione alla quale non saranno selezionati. Entrambi sprofondano in una crisi esistenziale dalla quale provano a uscire attraverso una forma di ribellione a tutto ciò che impedisce loro di esprimere liberamente il proprio talento.
I due danzatori vivono un caleidoscopio di emozioni, nel quale vedono chiaramente i propri limiti e quelli del sistema nel quale vivono e lavorano.
L'ansia dell'attesa con profondi e taglienti sguardi di competizione, il protagonismo esasperato dell'uno per coprire le doti dell'altro, l'angoscia del fallimento e la lotta per affermare il proprio valore artistico, sono alcuni degli stati d'animo che animano la linea drammaturgica dello spettacolo, offrendo al pubblico una chiave di lettura della storia narrata.
Le coreografie dialogano con dei video costruiti con la tecnica dello "stop motion", proveniente dal cinema di animazione.
Così come la nostra mente è capace di pensare e ragionare con una velocità maggiore rispetto alle nostre azioni che sono poi il suo frutto, anche i video saranno "accelerati" e, come se fossero delle proiezioni della mente dei due danzatori, rappresentano il linguaggio riflessivo degli interpreti, raccontando l'azione durante il provino nei diversi tempi cronologici, il loro passato, il loro presente e il loro futuro.
I video, realizzati da Agnese Mattanò, Manuel Moruzzi e Andreco, sono il veicolo che accompagna il pubblico nel mondo privato degli interpreti, coinvolgendolo e rendendolo anch'esso protagonista dalla storia.
Lo spettacolo è stato presentato presso la Casa Laboratorio di cenci nell'agosto 2010 e nel settembre 2011 a Bologna nell'ambito della rassegna estiva RIVA SUD MEDITERRANEO.